Trieste-Sardegna e ritorno.
Queste le tappe di Carmen, Marco e Valentina, la Famiglia Medda, che ha dato inizio al suo migrare nel 1982 quando Giampaolo, il capofamiglia, ha maturato la decisione di ritornare da Trieste, meravigliosa città del Nordest, alla sua terra, la Sardegna, luogo di profumi e tradizioni.
Carmen, per metà napoletana e ligure, figlia di un lavoratore del mare, abituata da sempre a spostarsi e a trovare nuove case e nuovi affetti, ha preparato valigie, pacchi, figli e bagagli e ha chiuso la porta della sua abitazione lasciandosi alle spalle Trieste, il suo porto, le sue ripide salite e la città vecchia.
Giunta in Sardegna, la famiglia Medda, ha scoperto un nuovo ambiente e nuovi amici, le gite in campagna fra il mirto e il corbezzolo, le serate in passeggiata, le feste patronali; Giampaolo ha costruito una nuova casa: Sa Cruxitta, affacciata su un altro mare: questa volta di smeraldo.
Valentina, ormai assidua agli spostamenti, decide di continuare i suoi studi altrove e incontra Venezia, altra città di mare: questa volta bagnato dalla laguna.
Fra calli, campielli, bacari incontra Marco, meglio noto come Muni, ma questa è una storia parallela.
Nel 1996 Famiglia Medda, con molta naturalezza, scaturita
dall'amore per il viaggio, decide di tornare a Trieste,
riscoprire le sue strade, affacciarsi sul suo mare: questa
volta blu-verde. In cima ad una salita, proprio dietro
al faro, Giampaolo costruisce la nuova casa con i terrazzi
dai quali si può assaporare il delicato profumo
della salsedine del Mediterraneo e dei boschi del Carso.
Verde e azzurro sono anche i colori dello stazzu che si trova al nord della Sardegna, in mezzo alla tranquillità della macchia mediterranea, appartato dalla mondanità della Costa Smeralda, a due passi dal mare: questa volta turchese.
Lo stazzu si chiama S'Arrexina, la radice, ed è stato pensato, con spirito ecologico, come luogo di soggiorno nel rispetto della natura e dell'ambiente, delle tradizioni e della storia di questa terra.
Varie sono anche, come si è potuto capire, le radici della Famiglia Medda che, nel 2006, ha pensato di aprire le proprie case agli ospiti che decidono di fermarsi, raccontare, poi viaggiare ancora, ritornare. |